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Scenari di utilizzo di VMware PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
martedì 02 gennaio 2007

Il mondo della virtualizzazione è stato recentemente animato da numerosi eventi tra i quali il rilascio di VMware Server per il libero download da parte di VMware Inc.

Per chi non lo conoscesse, VMware consente di emulare un completo PC virtuale all'interno del quale far girare un sistema operativo differente da quello sul quale gira la macchina che ospita il software. Il limite non si estende ad una sola macchina, ma il software offre la possibilità di emulare più macchine virtuali con differenti architetture tra di loro. Alle macchine virtuali vengono poi assegnate delle periferiche hardware che possono essere sia fisiche (quali ad esempio un disco) oppure virtuali. Tra le macchine virtuali e la macchina ospite è possibile creare una rete in modo da rendere visibili le macchine virtuali dalla propria LAN, oppure permettere a queste di accedere ad internet.

VMware è disponibile sia per Linux che per Microsoft Windows.

 
Scenari di utilizzo 

Questo software offre ampie possibilità di utilizzazione: ne vedremo alcuni nel prosieguo di questo articolo. Va però subito detto che VMware, emulando un intero PC, si troverà più a suo agio su una macchina veloce, sopratutto se dotata di un buon quantitativo di RAM.

Le possibilità di utilizzo che VMware offre sono numerose, tra queste parleremo della:

  • possibilità di eseguire applicazioni Windows in Linux e viceversa;

  • creazione di ambienti di test e di sviluppo;

  • integrazione e gestione di servizi di rete.

 
Alcuni consigli per rendere VMware più veloce 

Purtroppo senza una macchina adeguatamente veloce non c'è molto da fare, VMware è avaro di risorse e più potenza di calcolo disporrà meglio potrà agire. Fattore piuttosto importante, però, riguarda la possibilità di avere a disposizione un grande quantitativo di RAM e, in secondo luogo, la configurazione degli Hard Disk virtuali.

Il quantitativo di RAM della macchina ospite è importante, ma ancora più importante è la porzione di memoria assegnata alla macchina virtuale. Quando se ne crea una VMware suggerisce l'ammontare di RAM minimo, massimo e consigliato da assegnare. Se si superano questi limiti l'emulazione può risultare troppo lenta. E' importante anche conoscere quant'è la RAM disponibile sulla macchina ospite, cioè quella su cui gira VMware. Se questa è poca o se è molto utilizzata, allora è meglio non abbondare con la memoria della macchina virtuale.

Altro aspetto riguarda gli hard disk emulati. Ove possibile è meglio scegliere di concedere ad una macchina virtuale l'utilizzo completo ed esclusivo di un disco o di una partizione: in questo modo l'emulazione può risultare molto più snella. Se non è possibile agire in questa maniera, VMware consente comunque di creare degli hard disk virtuali consistenti in normali file che sono salvati sull'hard disk della macchina ospite. Questo rallenterà l'emulazione, ma se questa è l'unica strada praticabile, è consigliabile (come segnalato dallo stesso software) di assegnare tutto lo spazio sin da subito. Nel caso contrario VMware farà crescere il file sull'hard disk man mano che ne verranno aggiunti dei dati, ma le performance ne risentono un pò.

Eseguire applicazioni Windows in Linux 

La prima possibilità di virtualizzazione che andremo ad analizzare riguarda la possibilità di far girare applicazioni Windows in Linux e viceversa. Per essere più chiari, tramite VMware è possibile far girare un sistema operativo Linux dentro a Windows o un sistema operativo Windows dentro a Linux.

I possibili scenari di utilizzo di questa soluzione variano a seconda del contesto. L'emulazione di una macchina virtuale Windows dentro una macchina ospite Linux può essere utile per far girare applicazioni che non sono disponibili per il sistema operativo del pinguino. Ovviamente per risolvere questo problema non esiste solo questa soluzione (basti pensare ad esempio a Wine), ma questa strada è obbligata quando però le altre possibilità di virtualizzazione o emulazione non hanno funzionato.

Nel caso inverso (emulazione di Linux in Windows) ci si può anche spingere oltre. Installare una distribuzione Linux in una macchina virtuale VMware di solito può portare ad una emulazione lenta, sopratutto se si utilizza l'ambiente grafico X. Personalmente ho installato una macchina virtuale Suse 10.1 in Windows, giusto per testare un po' questa distribuzione, e mi sono trovato con un sistema decisamente poco responsivo, pur se la macchina ospite non era affatto poco carrozzata. Da questo punto di vista è necessaria una piccola attività di tweaking volta a configurare la macchina virtuale per adattarsi al meglio all'ambiente emulato. Se però c'è bisogno di emulare una o più applicazioni specifiche, senza avere a disposizione l'intero ambiente di X, allora VMware + Linux emulato + altri software offrono maggiori possibilità.

Installando una versione del server X per Windows (come ad esempio CygXWin) ed un client telnet o SSH, sarà possibile collegarsi in remoto dalla propria macchina ospite alla macchina virtuale, configurare la variabile DISPLAY con l'indirizzo della macchina ospite, garantire alla macchina virtuale l'accesso al server X della macchina ospite e lanciare il software desiderato. Vedremo quindi apparire la sua interfaccia grafica direttamente sul desktop di Windows.

Come Wine consente di emulare singole applicazioni Windows in Linux, VMware può permettere di fare la stessa cosa, pur se a costi differenti: l'emulazione di una intera macchina virtuale.

Creazione di ambienti di test e di sviluppo

Alla luce di quanto detto nel paragrafo precedente dovrebbe risultare semplice comprendere come una macchina virtuale possa essere molto utile per realizzare dei test in un processo di sviluppo software.

In questa maniera sarà possibile testare se il proprio software compila correttamente su diversi tipi di sistema operativo o se una applicazione Php + Mysql si comporta correttamente sulle diverse possibili coppie browser + sistema operativo.

Personalmente utilizzo spesso questa soluzione per lo sviluppo web su un portatile dual boot Windows – Linux. Per alcune applicazioni e alcuni contesti lavorativi l'utilizzo di Windows è più comodo rispetto a Linux, per cui sono ricorso a VMware per dover evitare continui riavvii della macchina per passare da un ambiente ad un altro. E' bastato configurare una macchina virtuale con VMware installato su Windows, assegnare a questa macchina l'hard disk del mio portatile come periferica disco fisso e poi accendere la macchina virtuale: in questa maniera riesco ad ottenere tutti e due i sistemi operativi in esecuzione contemporaneamente. Utilizzo questa soluzione sia per sviluppare su Linux da Windows, sia per presentare il prodotto finito ad un cliente utilizzando Windows.

Sempre in merito al test si può creare una macchina virtuale per verificare che effetto ha l'installazione di una patch o di un aggiornamento su una macchina utilizzata in produzione. Sarà sufficiente creare una copia del proprio disco, oppure realizzare una installazione identica a quella reale in un ambiente virtuale, procedere poi all'installazione della patch o del software e, successivamente effettuare dei test di stabilità. Solamente se questi test avranno esito positivo sarà possibile eseguire la stessa operazione nella macchina reale, a tutto vantaggio della stabilità del proprio ambiente di lavoro.

Altre possibilità di test riguardano la rete: grazie alle macchine virtuali e ai network virtuali che si possono creare tra di queste e la macchina ospite è possibile testare differenti configurazioni ancora prima di andare a provarle sul campo.

Sempre per parlare di un esempio reale, ho utilizzato VMware per aiutare un mio amico che doveva creare un controller di dominio per una rete con Windows 2003 server e client Windows XP. Non avendo la possibilità di recarmi sul campo, grazie a delle macchine virtuali ho potuto testare la configurazione correttamente funzionante per la sua soluzione e poi comunicargliela.

Integrazione e gestione di servizi di rete

La disponibilità della rete nelle macchine virtuali VMware offre inoltre ulteriori possibilità di utilizzo. Oltre all'esempio già illustrato precedentemente, trazie a VMware e alla rete sarà possibile ottenere altri scenari di utilizzo.

Una possibilità interessante consiste nell'utilizzare una macchina virtuale per realizzare una browser appliance, ovvero un PC emulato con il quale navigare su internet. In questa maniera sarà possibile navigare su internet e confinare eventuali problemi di spam, trojan, virus e malware all'interno dell'ambiente virtuale.

Un'altra possibilità offerta dall'utilizzo di VMware riguardante la rete consiste nell'opportunità di utilizzare macchine virtuali per offrire servizi di rete, quali ad esempio un web server. In questa maniera sarà possibile estendere o modificare l'infrastruttura di rete migrando solamente delle macchine virtuali al posto di vere e proprie macchine fisiche. In questa maniera sarà più semplice aggiungere più risorse al proprio web server, spostando la relativa macchina virtuale da una macchina ospite ad un'altra.

Per questo scenario, poi, VMware Server permette di amministrare semplicemente macchine virtuali da remoto, rendendo anche più semplice l'avvio o l'arresto di servizi di rete erogati in questa modalità.

Conclusioni

Le possibilità offerte dalla virtualizzazione non si limitano solo ed esclusivamente agli esempi mostrati. Spesso sono le esigenze e la creatività a far nascere una nuova idea di utilizzo, per cui in bocca al lupo per le vostre prove e gli esperimenti.

Ultimo aggiornamento ( martedì 02 gennaio 2007 )
 
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